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I racconti di p. Jack

Capitolo XI

Rosalia, santa

Ieri e oggi

Non sono di Palermo ma mi ci si sono dovuto confrontare con lei fin dalla mia infanzia con la comune data. Lei è salita al cielo, io ci sono nato.

Credo che la cosa migliore sarà di rileggerla dopo la sua festa o “festino”. Vediamo come ci illumina in questi giorni: votazioni, guerra, gas, sbarchi, sporcizia, inefficienza, violenza… Se si era ritirata dal mondo non era per fare vacanza ma contestazione al nostro modo di mandare avanti le cose. Quando incontrai Biagio Conte, ci disse che se vogliamo cambiare il mondo è bene cominciare da me.

Santa Rosalia, 388° Festino, 2012
Prof. Salvatore Rizzuti

Rosalia, chi sei?

Per ora cerchiamo di prendere dei dati, quello che crediamo di sapere di lei.

Comincerei con un testo della Treccani nella riedizione del ‘49 (pr. ed. 1936). Nata a Quisquina, in provincia di Agrigento, Rosalia (qui la Treccani fa, a mio parere, un errore di stampa al 1° rigo) ha incerto l’anno di nascita. Morì a Palermo nel 1160.

Figlia di un Siniboldo, discendente di Carlo Magno e signore di Quisquina e Monte delle Rose, all’età di 14 anni, si ritirò su questo Monte per menarvi vita eremitica. Poi andò ad abitare in un antro inospitale di Monte Pellegrino verso Palermo, dove morì dopo altri diciotto anni di penitenza. Là nel 1624, in occasione di una epidemia, fu ritrovato il suo corpo con una iscrizione latina che ne attestava l’autenticità. È la patrona di Palermo e di tutta la Sicilia.

Nella Nuova Enciclopedia Illustrata dei Santi, tutto sembra meno perentorio. Si dice che sia vissuta nel XII secolo e si ha memoria del suo culto solo nel XIII secolo e in particolare nei secoli XV e XVI. “Quanto se ne narra pare sia frutto di fantasia, frutto soprattutto del rinvenimento delle sue reliquie, avvenuto nel 1624. Nel 1666 fu Patrona di Palermo e di tutta la Sicilia”.

Intercessione

La sua storia ufficiale è quella di una ricchissima nobile fanciulla palermitana di origini normanne. Secondo la tradizione, morì il 4-9-1160 in una grotta sul Monte Pellegrino dove si ritirò per fare vita eremitica. Nel 1624 mentre l’epidemia decimava Palermo, la santa apparve in sogno a una malata e poi a un cacciatore. A lui indicò la strada per trovare le sue reliquie e di portarle a Palermo in processione per la città. Così si fece e dove questi resti passavano i malati guarivano, e la città in pochi giorni venne purificata.

Da allora a Palermo la processione si ripete tutti gli anni (quasi). Già nel 1630 la Santa è inserita nel Martyrologium Romanum dal Pontefice Urbano VIII.

La Santuzza

Conclusioni…?

Per riassumere: Rosalia era una eremita, il suo nome dal provenzale vuol dire “corona di rose”. Il suo emblema è il giglio, la corona di rose, il teschio ed è patrona di Palermo.

A conclusione mi domando: se il suo passaggio in città guarì i malati e purificò la città stessa nel 1624, perché non le è stato concesso di rifarlo almeno da sola, in silenzio e preghiera? Forse non ci crediamo molto, ormai! Mi viene in mente la potente immagine dei camion che la notte traversò una città del Nord con le bare dei tanti morti di covid! Lì lo fecero…

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