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I racconti di p. Jack

Capitolo XII
Natale

Dettaglio centrale dell’opera di Caravaggio: Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi

Il capro espiatorio

Qualche giorno fa, nei giornali di Sicilia è ritornato Biagio Conte per pregare i politici ad accorgersi dei poveri e fare qualcosa per loro. La risposta non c’è stata, come non c’è risposta al dramma del crack e della situazione del traffico e dello spaccio, della mancanza di alloggi, della evasione scolastica. Diamo un po’ tutti la colpa, ad altri nella logica del Capro espiatorio. Quasi nessuno sente l’urgenza ti tirarsi su le maniche. In più le feste di fine anno, col sole che aiuta, vengono rappresentate come magiche soluzioni ai problemi: acquisti, vacanze, viaggi… sono spariti i problemi. Ma questa non è la realtà, magari lo fosse!

Noi finanziamo una guerra! Rifiutiamo chi chiede soccorso! Ma peggio ancora rifiutiamo di prendere atto del futuro che si prospetta! Sono forse Cassandra che non voleva far entrare in Troia il cavallo con Ulisse nel ventre?

Popolazione in Italia, i numeri

Proviamo a cogliere l’occasione che ci presenta una efficace analisi dell’ultimo referendum. Per esempio, la popolazione. Da vari anni stiamo diminuendo, a fine 2021 siamo scesi a 59 milioni e così continua da anni (in un anno sono “sparite” più di duecentomila persone). In 70 anni l’indice di vecchiaia è salito da 33 al 187 per cento. Cioè per ogni bambino si contano 5,4 anziani. In una decina di anni siamo invecchiati in media di 3 anni. Gli stranieri sono l’8,3 per cento della popolazione totale e nel ’21 sono calati di 141 mila. Le nascite sono a quattrocentomila nel ’21 mentre i morti a più di settecentomila. E, piccola curiosità, ci sono un milione trecentomila donne più degli uomini.

In compenso, continuano a diminuire gli analfabeti che rasentano lo zero, aumentano i laureati. A livello territoriale, sempre l’ISTAT che lo dice, purtroppo ancora i laureati del Sud hanno uno scarto di 4 punti con i migliori e le quote di titoli di studio più bassi si rivelano ancora al Sud.

I precari della casa

Poi c’è un altro censimento, quello di chi vive “senza fissa dimora” o in “convivenze anagrafiche”. È la prima volta che si fa e risulta che si tratta di quasi mezzo milione di “invisibili”, per lo più fragili, bisognosi di cure e protezione sociale.

I precari della casa sono al 38 per cento di origine straniera (da 138 Paesi). La maggioranza di essi sono di origine Rumena e dell’Africa.

Nel complesso a fine ’21 i residenti in strutture per profughi o richiedenti asilo sono settantunomila circa (64 per cento uomini, 8 per cento donne circa).

In conclusione (?)

Tutto questo lo sapevamo e lo sanno anche i politici, ma niente di tutto questo è stato affrontato o preso seriamente in esame dalla politica e dai governi che nel tempo si sono succeduti. Tutto è solo una questione di soldi, di bilanci, di interessi elettorali.

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